Trachemys scripta elegans: la tartaruga dalle orecchie rosse

"Mamma, mamma! Possiamo prendere una tartarughina?!?" Il genitore, di fronte ad una domanda del genere e ad un modico "investimento", si fa tentare dall'acquisto ed insieme all'animaletto si torna a casa con una tartarughiera e un barattolo di gamberetti secchi. E questo non sarà che l'inizio dei loro problemi... soprattutto per la tartarughina!

La Trachemys scripta elegans (o tartaruga dalle orecchie rosse), la classica "tartaruga da fiera", viene spesso venduta senza fornire all'acquirente le dovute spiegazioni per quanto concerne la sua gestione ed alimentazione; sarà solo dopo, e spesso troppo tardi, che i neoproprietari scopriranno che ben diverse sono le necessità e le attenzioni che avrebbe dovuto rivolgere al loro piccolo nuovo pet semiacquatico!

Provenienza ed habitat naturale

Questa tartaruga vive in piccoli stagni e corsi d'acqua ricchi di vegetazione e con un fondo fangoso nel sud degli Stati Uniti. In natura sono animali onnivori: gli individui giovani sono prevalentemente carnivori, diventando prevalentemente vegetariani in età adulta. Animale diurno, piuttosto schivo, trascorre molto tempo su rocce o tronchi semisommersi o sulle rive, ad esporsi ai raggi solari: questo gli permette di termoregolarsi e di sintetizzare la vitamina D3 (indispensabile per un corretto sviluppo osseo).

Legislazione

Data la loro estrema adattabilità, favorita dal clima temperato del nostro Paese (simile a quello di origine), e  dall'indiscriminato ed incosciente abbandono in fiumi e laghi, queste tartarughe costituiscono oggi una vera e propria minaccia per flora e fauna locali. L'importazione di Trachemys scripta elegans, inserita nell'Allegato B del Regolamento CE 338/97 (e successive modifiche), dal gennaio 1998, per la tutela delle specie autoctone, è vietata nei paesi dell'Unione Europea; i soggetti importati prima dell’entrata in vigore della legge sono di libera detenzione. Per gli individui nati in cattività sussiste l'obbligo di denuncia al Corpo Forestale dello Stato (www.corpoforestale.it).

Caratteristiche morfologiche e dimorfismo sessuale

Caratteristica di specie è la macchia rossa dietro il timpano. Il carapace presenta una colorazione verdastra che si scurisce con l'età. Le dimensioni variano dai 12 ai 28 cm di lunghezza del piastrone. 

I caratteri distintivi tra i due sessi saranno più marcati negli adulti: oltre alle ridotte dimensioni i maschi possiedono coda e unghie degli arti anteriori più lunghe rispetto alle femmine  mentre il piastrone, giallo a macchie nere, risulta essere piatto in entrambe i sessi (differisce quindi da quello delle tartarughe di terra di cui rappresenta uno dei caratteri distintivi dei due sessi: concavo nei maschi e piatto nelle femmine). La determinazione del sesso nei giovani è più difficile data la presenza poco evidente dei caratteri appena descritti.

La maturità sessuale dipenderà principalmente dalle dimensioni dell'animale più che dalla sua età: nei maschi questa verrà raggiunta ad una lunghezza del piastrone di circa 10 cm, mentre nelle femmine di 15-20 cm. La stagione riproduttiva varia a seconda della zona climatica, ma generalmente nei nostri climi va da marzo a luglio. 

Chi si volesse cimentare nella riproduzione di questi animali, deve sapere che, come in tutti i rettili, il sesso dei nascituri viene influenzato dalla temperatura a cui sono incubate le uova durante l'incubazione: al di sotto dei 27°C nasceranno solo maschi, mentre al di sopra dei 30°C nasceranno femmine. Ovviamente ponendo le uova a temperature intermedie si potranno avere maschi e femmine in proporzione variabile.

Allevamento in cattività

Innanzitutto bisogna tener presente che sono animali che potendo vivere anche 30 anni e raggiungere dimensioni considerevoli rappresentano un impegno a lungo termine.

Condizione ottimale per il loro mantenimento in cattività sarà la realizzazione di un laghetto, dotato di diverse zone emerse (dove gli animali potranno prendere il sole) e recintato, per evitare fughe indesiderate.

Se si vive in appartamento, il compromesso sarà rappresentato da un acquario di adeguate dimensioni, con un corretto rapporto tra maschi e femmine evitando il sovraffollamento. I giovani dovranno essere tenuti in vasche con ridotta profondità che dovrà essere incrementata durante l'accrescimento. 

Dovranno essere utilizzate per sopperire alla carenza di fonti di calore e di raggi ultravioletti una lampada riscaldante ed una lampada UVB: per permettere all'animale di potersi esporre al "sole artificiale" dovranno essere messe a sua disposizione diverse zone emerse, rappresentate da tronchi, sassi o anche da una semplice tavola di legno. La fonte di calore dovrà essere posta ad una delle estremità della vasca (dove il punto più caldo dovrà avere una temperatura di circa 30°C), garantendo un gradiente termico che darà la possibilità all'animale di scegliere nel corso della giornata la temperatura che più gli aggrada. Mediante l'utilizzo di un riscaldatore collegato ad un termostato, si potrà mantenere la temperatura dell'acqua a 24-26°C di giorno, con una riduzione non superiore ai 5°C di notte. Porre la vasca davanti ad una finestra, direttamente ai raggi solari, ovviamente non permette di monitorare e controllare la temperatura, rappresentando quindi un pericolo per l'animale.

Se si dispone di un terrazzo o di una zona soleggiata, nelle giornate calde sarà auspicabile posizionare la vasca direttamente al sole, facendo però molta attenzione a garantire delle zone di ombra e a non lasciare l'animale per troppo tempo al caldo eccessivo.

L'utilizzo di sabbia o ghiaia come fondo è sconsigliato, in quanto potrebbero essere ingerite dall'animale causando gravi problemi di costipazione, oltre a non garantire una corretta pulizia della vasca. Sarà proprio verso l'igiene dell'acqua e della vasca che dovrà essere rivolta particolare attenzione, mediante l'utilizzo di un filtro per acquari ed effettuando periodici cambi dell'acqua. Per motivi sanitari, è consigliabile l'utilizzo di guanti per evitare il contatto diretto con l'acqua della vasca. Per la manipolazione di questi animali durante questa operazione si dovranno adottare le giuste precauzioni, maggiori nei soggetti adulti, più forti e vulneranti dei giovani (attenzione a bocca e zampe!!!). 

Alimentazione

I giovani dovranno essere alimentati  quotidianamente, mentre la distanza dei pasti negli adulti aumenta con l'età; in cattività la dieta dovrà essere il più varia possibile. Tenendo conto di quanto detto sulle differenze alimentari tra giovani ed adulti, si potranno offrire: pesci, insetti, larve, croccantini per gatti ed ancora verdure quali carote, tarassaco, trifoglio, ibisco ed anche piccole quantità di frutta. Si potrà mettere a disposizione un osso di seppia per l'integrazione del calcio.

I famigerati gamberetti secchi (Gammarus sp.) non dovranno essere l'alimento base nella dieta essendo completamente sbilanciati e privi degli elementi indispensabili per un corretto accrescimento. Se si vorrà, si potranno offrire saltuariamente. Altro alimento da evitare è la carne.

Se la dieta è varia e bilanciata non sarà necessario ricorrere ad integratori minerali-vitaminici, che comunque non dovranno mai essere aggiunti direttamente all'acqua risultando in questo modo completamente inutili e dannosi.

Letargo

Il letargo ha la funzione di stimolare l'attività riproduttiva ed il sistema immunitario.

L'intervallo di temperatura ottimale all'interno del quale questi animali sono attivi è compreso tra i 10° e i 37°C. Quando la temperatura scende al di sotto dei 10°C si ha un rallentamento del metabolismo che determina la cessazione dell'alimentazione e spinge gli animali ad andare in letargo.

Se si decide di far effettuare il letargo nel laghetto davanti casa, questo dovrà avere una profondità di almeno 1 metro, con la presenza di abbondante fango sul fondo. In caso di congelamento della superficie si dovrà provvedere alla sua rottura. Nelle giornate più calde gli animali potranno uscire per esporsi al sole.

Se invece sono allevate in appartamento, si dovrà sospendere l'alimentazione (per evitare la presenza di alimenti nell'intestino durante il letargo, che potrebbero dar luogo a fermentazioni anomale e lo sviluppo di sostanze e batteri pericolosi per la salute del rettile) ed abbassare gradualmente la temperatura nell'arco di qualche settimana, fino a raggiungere i 5°C che dovranno essere mantenuti costanti per 5-12 settimane (per i soggetti giovani dovrà avere una durata minore). Se ciò non dovesse avvenire, per temperature più alte avremo un consumo delle riserve corporee troppo rapido, mentre  temperature inferiori ai 4°C potrebbero causare seri danni fino alla morte per congelamento

Accortezza del proprietario sarà quella di non far andare in letargo animali malati o in condizioni fisiche non ottimali. 

Raccomandazioni

Come qualsiasi animale, anche queste tartarughe richiedono periodici controlli da parte di un Medico Veterinario per poter valutarne lo stato di salute, soprattutto nei periodi che precedono e seguono il letargo. Saranno infatti questi i due momenti più critici nella vita di questi animali: attraverso la visita medica e l'esame delle feci (per evidenziare l'eventuale presenza di parassiti) il Medico Veterinario sarà in grado di valutare e consigliare la possibilità o meno di far effettuare il letargo all'animale.

A cura di Gianluca Deli