La Sterilizzazione della Coniglia

Sterilizzazione SI, Sterilizzazione NO?

La risposta è SI!

I conigli raggiungono la pubertà a diverse età, generalmente i maschi intorno ai 6-7 mesi di età e le femmine dopo 4-6 mesi ma alcuni conigli cominciano a mostrare segni di maturità sessuale anche prima. Le coniglie sono specie prolifiche e restano in calore continuamente per periodi di 7-14 giorni.

Sono stati condotti diversi studi e risulta che la probabilità che compaiano malattie a carico dell’apparato genitale femminile è elevatissima sia nelle specie domestiche che nelle coniglie selvatiche. Le patologie più frequentemente diagnosticate sono su base ormonale sia infiammatorie che neoplastiche, come l’iperplasia endometriale cistica e carcinomi uterini.

Queste malattie sono subdole e la coniglia può ammalarsi e non presentare sintomi evidenti fino a quando improvvisamente le condizioni cliniche non appaiono gravi. Spesso, queste patologie, vengono diagnosticate casualmente dal veterinario durante la visita di controllo. Il medico può sospettare la malattia attraverso un aumento di volume delle mammelle o dell’utero, oppure quando l’animale presenta frequenti disturbi cronici come blocchi gastroenterici e diarrea. Non è raro che le coniglie pur malate da molto tempo non presentino alcun sintomo.

Quando la coniglia si abbatte è difficile intervenire, infatti, gli specifici accertamenti (analisi del sangue, radiografia ed ecografia) spesso in questi casi evidenziano altre complicazioni come metastasi e gravi alterazioni ematologiche. In questi casi l’intervento chirurgico deve essere tempestivo. I rischi anestesiologici aumentano nei conigli malati e i tempi di ripresa diventano più lunghi. La paziente deve rimanere ricoverata alcuni giorni ed essere sottoposta a fluidoterapia, farmaci antidolorifici e antibiotici prima di essere operata.

Perché la prevenzione?

Perché le coniglie si ammalano con elevata frequenza ed è quindi meglio ricorrere ad un intervento preventivo piuttosto che a un intervento d’emergenza che mette potenzialmente in pericolo di vita il vostro pet.

E il maschio?

Nel maschio l’incidenza di neoplasie all’apparato riproduttore è più bassa ma l’intervento è fortemente consigliato quando presentano indole aggressiva e blocchi gastroenterici ricorrenti.

 

STERILIZZAZIONE PREVENTIVA

STERILIZZAZIONE PATOLOGICA

Prevenzione di malattie uterine

Necessità di condurre parecchi esami diagnostici

Prevenzione di malattie mammarie

Possibile presenza di metastasi

Rischio anestesiologico basso

Rischio anestesiologico alto

Tempi della chirurgia brevi

Tempi della chirurgia lunghi

Tempi di recupero brevi

Tempi di recupero e di ospedalizzazione lunghi

Miglioramento del temperamento

Costi maggiori

 

Come funziona?

La sterilizzazione preventiva viene effettuata in day-hospital. La coniglia viene portata in clinica la mattina e, diversamente da ciò che accade in altre specie, non deve precedere il digiuno. Viene sottoposta ad una visita preanestesiologica completa ed analisi del sangue. Se le condizioni di salute sono ritenute soddisfacenti la chirurgia può essere eseguita.

L’intervento dura circa mezz’ora e può essere eseguito in laparotomia o il laparoscopia. In relazione all’età del soggetto viene stabilito se effettuare un’ovariectomia o un’ovarioisterectomia. Il veterinario, prima di dimetterla, aspetta che sia completamente sveglia e normotermica.

A casa il proprietario dovrà somministrare un analgesico e un antibiotico. È consigliato procedere con una visita di controllo dopo l’intervento (5 giorni e 12 giorni) per valutare la sutura poiché raramente può infettarsi. Non vi sono particolari raccomandazioni per i giorni seguenti: se la coniglia vive in giardino è tuttavia consigliato, dopo l’intervento, tenerla in casa per alcuni giorni per evitare che la sutura si infetti ma soprattutto per monitorare la produzione di feci e l’appetito. Purtroppo, infatti, le coniglie più nervose nel post operatorio possono apparire anoressiche e non defecano. Stanno praticamente immobili e non sono reattive agli stimoli. In questi casi si aspetta qualche ora poiché questo comportamento potrebbe essere la conseguenza dello stress legato al trasporto e alle manipolazioni. Importante che la coniglia non rimanga a digiuno, quindi, somministrare ogni 2-3 ore frullati di verdure o invogliarla con i cibi che ama di più. Eventualmente il veterinario può ritenere opportuno prescrivere farmaci per stimolare la motilità gastrointestinale.

A cura di Serena Capobianco