La nostra storia

Nel 1984 tre giovani veterinari con in comune tanta voglia di far bene la professione e, non posso negarlo, di emergere. Inizia su poco più di 250 metri quadri (quello che è l’attuale centro di riabilitazione in via Gregorio VII, il fortunato pontefice che ha l’onore di aver dato il nome al Centro, con scarsa originalità). Poi per 25 anni abbiamo sempre seguito la stessa politica, spendere un po’ più di quello che producevamo per diventare un’ospedale veterinario vero. Noi abbiamo sempre identificato, o confuso, l’hobby e la passione, con la professione. Siamo stati il primo pronto soccorso aperto 24 ore su 24 a Roma, Natale, Pasqua, i primi anni facevamo l’albero in sala d’aspetto, e il cenone veniva puntualmente interrotto da una torsione di stomaco. Quante ossa di capretto, tolte dai barboncini sfortunati. Intanto il numero cresce, dopo pochi anni siamo già una decina e iniziamo a diventare un punto di riferimento per gli studenti, che affluiscono numerosi a fare tirocini e per alcuni colleghi che si appoggiano al pronto soccorso.Il concetto di ospedale prende forma. La notte prendono servizio medici che fanno solo quello: la notte. Diventano veri specialisti della medicina d’urgenza. Scrivono addirittura un libro con altri autori italiani. Questo ci distingue dagli altri, dove, ospedali umani compresi “le guardie” vengono considerate un banco di prova, da noi per fare una notte da “primo” ci metti anche 5 anni. I fondatori continuano ogni anno a trascorrere almeno un mese in USA, per apprendere e importare le novità, ma soprattutto per mantenere vivo quello spirito di medicina veterinaria, ricca di autocritica, dove è bravo chi sbaglia meno, e lo dice. Arrivano le prime pubblicazioni su autorevoli riviste USA, ottenute con notevoli sacrifici, pubblicare su riviste Peer revied da liberi professionisti è duro. Sulla GDV (torsione di stomaco) diventiamo un riferimento anche all’estero. Le attrezzature aumentano, endoscopio, artroscopia, TAC, macchine serie per gli esami del sangue “quelle dell’umana”, microscopio operatorio. E poi corsi su corsi, da riempire le pareti di diplomi, e di pari passo corsi da relatori, sempre più impegnativi, all’estero. Per qualcuno arrivano i prestigiosi diplomi europei, quelli che sono duri da prendere anche per i professori universitari. Poi qualche pezzo grosso cambia strada, ma lo spirito resta sempre lo stesso, l’autocritica, il rispetto del paziente, il non dormire quando si sbaglia, e la ricerca del meglio. Ormai nel 2000 siamo una quarantina di persone tra medici e paramedici. Quindi: abbiamo “svezzato” centinaia di veterinari, e siamo stretti, il grande salto, traslochiamo in piazza Carpegna 52, l’attuale sede. Un passo enorme, fatto senza nessuno dietro le spalle, in un paese dove fare le cose per bene è un pochino più difficile. Oggi siamo su 2000 metri quadri, c’è la TAC, la radiologia digitale, il laboratorio di analisi interno, un gruppo di anestesisti, da far invidia al San ………, meglio non fare nomi. Le difficolà sono sempre le stesse: la burocrazia e il nostro mondo del lavoro; il motto pure, lavora il meglio che puoi, studia, sii sterile in chirurgia, cerca sui libri, sulle riviste, su internet se puoi fare meglio. Ogni tanto un cliente, per fortuna spesso a torto, ma qualche volta anche a ragione, si "arrabbia": seguilo più che puoi comunque e, se scopri che qualche collaboratore non lo fa, lo correggi, e se non ci riesci lo cambi. Caro cliente, o collega, o semplicemente tu che ci leggi benvenuto nella nostra oasi Ospedale Veterinario Gregorio VII.