Il serpente del grano

Nell'immaginario collettivo hanno sempre avuto un ruolo negativo. Ritenuti “esseri viscidi” dalla maggior parte delle persone, i serpenti sono rettili affascinanti, caratterizzati dall'avere un'anatomia “allungata”, che si sono adattati alle più diverse condizioni climatiche.

Per i principianti che vogliano allevare questi animali, la specie che forse più si addice è la Pantherophis guttata (Elaphe guttata), detto anche serpente del grano. Originario delle zone temperate del Nord America, è piuttosto longevo (può arrivare ai 25 anni di età), non raggiunge lunghezze impegnative (150-200 cm) e non è  particolarmente esigente per quanto riguarda terrario, temperatura e umidità. Oggi, grazie all'allevamento molto diffuso, ne esistono di moltissimi colori.

Terrario

Se avete la passione del bricolage, potrete cimentarvi nella costruzione del terrario destinato ad alloggiare il vostro nuovo “amico”. Essendo animali prevalentemente terricoli, il terrario potrà svilupparsi più in larghezza (70-80 cm per un animale adulto) che in altezza (circa 40-50 cm), anche se ovviamente viene lasciato tutto alla fantasia del “progettista”. L'importante è che sia sempre in proporzione alle dimensioni dell'inquilino e che nella realizzazione prevediate la presenza di prese d'aria ai due lati del terrario, ad altezze differenti, per garantire un ricircolo d'aria adeguato; attenzione però ad eventuali vie di fuga: i serpenti sono abilissimi evasori!!!

Quando si acquista un serpente baby, sarà consigliabile non metterlo subito in un terrario troppo grande, ma soluzione migliore sarà un “fauna box” (di facile reperibilità presso i negozi di animali), che gli offrirà un ambiente più sicuro e circoscritto evitandogli inutili stress.

Dato che l'igiene e la pulizia del terrario influenzano direttamente la salute del nostro animale, nell'allestimento di questo si dovrà cercare il giusto compromesso tra funzionalità ed estetica, 

In considerazione anche del fatto che i rettili non hanno l'abitudine a defecare in un punto ben preciso “contaminando” tutto ciò con cui vengono in contatto.

La ridotta presenza di complementi d'arredo, come tronchi o sassi, e l'utilizzo di semplici fogli di giornale come fondo semplificheranno le operazioni di pulizia e faciliteranno l'individuazione di eventuali parassiti (ad esempio acari) o lo sviluppo di funghi e muffe; questo ci permetterà anche di monitorare eventuali alterazioni nelle deiezioni dell'animale. Un habitat fedelmente ricostruito sarà scenograficamente più accattivante (con l'utilizzo di piante, muschi, tronchi, cortecce, ecc.), ma porrà non pochi problemi nel momento in cui lo si dovrà pulire...

Non dovranno mai mancare nascondigli (che potranno essere rappresentati anche da delle semplici scatole capovolte) e una ciotola dell'acqua.

Temperatura ed umidità

I serpenti sono animali eterotermi, che non sono cioè in grado di produrre calore corporeo e che quindi sfruttano fonti di calore esterne per poter raggiungere la temperatura ottimale per lo svolgimento delle funzioni organiche. A tale scopo ci si potrà avvalere dei più disparati sistemi di riscaldamento (tappetini o cavetti riscaldanti, faretti o lampade in ceramica), che dovranno essere protetti in modo che l'animale non possa venirvi in contatto, preservandolo da ustioni anche gravi. A questi assoceremo un termostato per il controllo costante della temperatura. Cosa importante è che il terrario venga riscaldato uniformemente, ma dovremo fare in modo di avere una zona più calda con una temperatura di circa 27-30°C ed una più “fredda”  non inferiore ai 23-24°C. Questo gradiente termico permetterà all'animale di scegliere la zona con la temperatura che più gli aggrada; per questo motivo nascondigli dovranno essere posizionati in diverse zone climatiche. La notte la temperatura non dovrà scendere al di sotto della minima diurna.

Dovrà essere sempre presente una ciotola d'acqua pulita di dimensioni tali da garantire all'animale di potervisi immergere, ad esempio quando dovrà effettuare la muta; si potrà in questo periodo inoltre nebulizzare il terrario per facilitare tale operazione.

Alimentazione

Questa è essenzialmente in dipendenza delle dimensioni del serpente. Molto in generale possiamo affermare che ai piccoli possono essere somministrati pinkies (topini di pochi giorni di vita) ogni 4-5 giorni, mentre agli adulti topi o piccoli ratti ogni 7-14 giorni.  Gli animali dovranno essere alimentati con regolarità e preferibilmente con prede appena uccise o congelate: questo per evitare che la preda possa ferire il serpente e, attraverso il congelamento, per eliminare eventuali parassiti che la preda potrebbe veicolare. Se si riesce ad abituare fin da piccolo il serpente a mangiare prede morte, non si dovrà ricorrere, nell'eventuale cambio del tipo di alimentazione, all'escamotage di dover muovere con una pinza la preda davanti ai serpenti più diffidenti.

Brumazione (letargo)

Per rispettare il susseguirsi delle stagioni in cattività e quindi i ritmi annuali di questi animali, a partire da ottobre, trascorse un paio di settimane dall'ultimo pasto per favorire il completo svuotamento dell'intestino, si inizierà il graduale abbassamento della temperatura fino ad arrivare, nell'arco di 2-3 settimane, a circa 10-12°C. Trascorse 6-8 settimane, si effettuerà il procedimento inverso. Questo avrà un'importante funzione nella stimolazione del sistema immunitario e nell'attivazione dei meccanismi riproduttivi. 

Convivenza e riproduzione

Come detto, le elaphi sono serpenti dalla facile gestione, e solitamente la convivenza tra più individui può realizzarsi senza troppi problemi. Ovviamente bisognerà prestare particolare attenzione nel porre più individui maschi insieme mentre le femmine sono solitamente più tranquille. Anche la riproduzione di questi animali non presenta particolari difficoltà, dando  discrete soddisfazioni a chi si cimenta per la prima volta nell'allevamento di serpenti.

Quarantena e Medico Veterinario

Ogni volta che si decida di acquistare un animale, o di aggiungerne di nuovi a quelli già posseduti, si dovrà sempre effettuare un periodo di quarantena (della durata di 90 giorni) e sottoporre gli animali ad una visita da parte di un Medico Veterinario specializzato; questi valuterà lo stato di salute dell'animale, l'eventuale presenza di parassiti esterni e,  attraverso un esame delle feci, di quelli intestinali. Questo per evitare l'eventuale trasmissione agli altri esemplari o all'uomo stesso. Sempre al Medico Veterinario specialista in animali non convenzionali sarà possibile chiedere maggiori chiarimenti riguardo la gestione e l'allevamento di questi rettili.

A cura di Gianluca Deli