Il riccio africano (Atelerix albiventris)

Il riccio africano è un mammifero insettivoro. Le due specie più diffuse sono quello Europeo (Erinaceus europaeus) e quello Africano (Atelerix albiventris).

Il riccio Africano proviene dalle savane delle regioni dell'Africa orientale e centrale. I ricci sono predatori notturni molto attivi, che arrivano a percorrere molti chilometri alla ricerca di insetti, vermi e lumache, trascorrendo le ore del giorno nascosti in cavità ed anfratti.

Il corpo, lateralmente e dorsalmente, è ricoperto di un mantello modificato: i peli che si sono trasformati in aculei dritti, lisci, elastici e ben attaccati alla cute sottostante che è priva, in questa zona, di ghiandole sebacee. La gestazione ha una durata di circa 40 giorni, al termine della quale i piccoli nascono pelosi, con occhi ed orecchie chiusi; le spine iniziano a spuntare dopo poche ore. In caso di pericolo l'animale si “appallottola” e gli aculei si alzano! 

Sia i maschi che le femmine sono territoriali e solitari, incontrandosi solo nel periodo dell'accoppiamento. Sebbene i giovani animali allevati insieme possano tollerarsi a vicenda, una volta raggiunta la maturità sessuale divengono aggressivi verso i loro simili.

Essendo il riccio un abile scalatore, nuotatore, scavatore, e un costante camminatore, la gabbia dovrà essere a prova di fuga e sufficientemente grande. L'utilizzo di gabbie in legno è sconsigliato in quanto i ricci producono delle feci molli che ne rendono difficile la pulizia. Essenziale sarà mettere a disposizione dell'animale uno o più nascondigli. Il fondo utilizzato dovrà essere assorbente, morbido, non polveroso e sostituito con frequenza.

È stata dimostrata la loro capacità di riconoscere il padrone e, con molta paziente, è possibile insegnargli dei comandi semplici e far accettare di essere manipolati.

La temperatura ottimale per i ricci è compresa tra i 24° e 29°C. Se la temperatura scende sotto il limite minimo, i ricci entrano in uno stato di torpore simile al letargo, che sarà però sconsigliato in cattività; nel periodo autonno-invernale sarà quindi opportuno spostarli in un ambiente riscaldato mediante l'utilizzo ad esempio di un tappetino caldo o di una lampada in ceramica. Si dovrà inoltre monitorare il tasso di umidità, che non dovrà essere eccessivo.

I ricci presentano gusto ed udito ben sviluppati, mentre la vista è essenzialmente monocromatica e possiedono un discreto corredo di vocalizzazioni. In cattività il cibo secco “light” per gatti risulta l'alimento di base più bilanciato che dovrà però essere razionato nell'arco della giornata per prevenire un aumento eccessivo di peso (1-2 cucchiai/die). Discorso diverso andrà fatto per le femmine in riproduzione e per i giovani in accrescimento a cui il cibo dovrà essere lasciato sempre a disposizione, e sarà raccomandata la somministrazione di alimenti ricchi in calcio.

In aggiunta all'alimento principale, si potranno somministrare quotidianamente con parsimonia  alimenti umidi (cibo umido per cani/gatti), frutta, verdura e qualche insetto (grilli, camole) che potranno essere utilizzati come forma di arricchimento ambientale nascondendoli e stimolando così la ricerca del cibo . Una dieta bilanciata non dovrebbe richiedere l'integrazione di vitamine e minerali. Eventuali cambiamenti nell'alimentazione dovranno essere fatti molto lentamente e con estrema attenzione. L'acqua dovrà essere sempre lasciata a disposizione.

A cura di Gianluca Deli