Il gerbillo

Originari delle zone desertiche di Africa, India ed Asia, vengono chiamati anche “ratti del deserto” in virtù della spiccata adattabilità in questi ambienti, mediante concentrazione delle urine (per preservare le riserve idriche corporee) e piedi allungati preposti alla corsa su terreni sabbiosi. In natura ne esistono diverse specie; il gerbillo della Mongolia (Meriones unguiculatus) è quello maggiormente diffuso come animale pet, viste le abitudini diurne, l'estrema agilità a scavare ed arrampicarsi.

I gerbilli sono animali sociali e fortemente territoriali (la ghiandola addominale è implicata nella marcatura del territorio e nell'identificazione degli individui del gruppo); in natura vivono in colonie numerose, all'interno delle quali vige una rigida gerarchia. Solitamente non ci saranno problemi a porre insieme individui dello stesso sesso. Nel caso in cui si decidesse di costituire una coppia, si dovrà tenere conto che i gerbilli sono monogami e che non sarà necessario separare il maschio dalla femmina dopo il parto, in quanto questi partecipa attivamente alla crescita dei piccoli. 

Una struttura modulare, le cui unità saranno raccordate da tubi, può essere consigliata: la lettiera dovrà essere abbondante per permettere loro di poter “scavare” tunnel e camere sotterranee. Inoltre si potranno mettere a loro disposizione tubi, scatole, fieno, vasi in coccio e dei rametti da rosicchiare.

Il “gerbillario” non dovrà essere posto alla luce diretta del sole né vicino a fonti di calore, per evitare stress termici.

Provenendo da zone desertiche, dovremo permettere loro di effettuare il bagno di sabbia (quella specifica per cincillà va bene): questo avrà un ruolo importante per la salute del mantello e  nella termoregolazione. I gerbilli sono in grado di sopportare una grande escursione termica, ma in cattività la temperatura ideale è intorno ai 20°-22°C. Tassi di umidità eccessivi possono causare arruffamento del pelo, grooming esacerbato e dermatiti.

La dieta dei gerbilli in natura è in stretta relazione con le stagioni e costituita essenzialmente da foglie, semi ed insetti. Gli alimenti commerciali, soprattutto pellet, possono essere somministrati in associazione a verdure e frutta fresca. Il cibo potrà essere nascosto in vari punti della gabbia per stimolare la ricerca e mantenere gli animali attivi. Il consumo medio giornaliero di cibo per un adulto è di circa 4-10 g. L'acqua dovrà sempre essere presente.

Problemi in cui si potrebbe incorrere nella gestione di questi mammiferi sono: lesioni alla coda per errata manipolazione; pelo arruffato associato a malnutrizione, eccesso di umidità, disidratazione, ridotta ventilazione e stress; costipazione gastrica ed intestinale; dermatiti a livello di narici; obesità associata ad una dieta inappropriata, ed in particolare all'eccessiva somministrazione di semi di oleaginose (semi di girasole).

A cura di Gianluca Deli